Julien

Julien era lì che ci guardava ad un paio di metri di distanza da noi, aveva una postura molto rispettosa, testa bassa, mani dietro la schiena e due occhioni neri che seguivano ogni nostro movimento.

Ci trovavamo all’ospedale di Walungu, un villaggio nell’entro-terra del Sud-Kivu, per fare esame diagnostici ad un altro bambino, quando abbiamo incontrato Julien per la prima volta.

Senza saper nulla di lui ci sembrava un classico bimbo africano, curioso e attratto dai “musungu” (uomini bianchi). A causa della sua statura e conformazione fisica sembrava avere non più di 9/10 anni.

Tentiamo un approccio e iniziamo a parlare, fin da subito si contraddistingue per il suo francese ben parlato e chiaro.

Faceva tenerezza solo a guardarlo, non c’era più luce nei suoi occhi, aveva uno sguardo spento. Si presenta e ci dice che abitava non lontano da lì, che suo padre era il guardiano dell’ospedale e che aveva 15 anni. Abbiamo pensato che è impossibile, l’età non rispecchiava affatto il suo aspetto fisico e più continuava a parlare più capivamo il motivo per cui ci stava seguendo, abbiamo deciso di approfondire con esame diagnostici il suo stato di salute: Julien è un ragazzo malnutrito, con pancreatite cronica e un diabete di tipo 1, per questi problemi il suo sviluppo fisico si è arrestato.

Ci ha raccontato che faceva terapia insulinica una volta a settimana quando tutto andava bene, che c’erano dei giorni in cui non mangiava per niente e aveva costanti dolori alla pancia, confusione mentale e che non riusciva ad andare a scuola.

Grazie all’Associazione Zuki e a tutti i suoi sostenitori Julien è entrato in un programma di cura creato apposta per lui: grazie alle suore di Walungu mangia tre volte al giorno, segue una dieta adatta alle sue problematiche, ha la possibilità di controllare la glicemia e fare l’insulina ogni volta che ne ha bisogno.

Oggi Julien sta bene, ha ripreso peso, è tornato a scuola e i suoi occhi hanno riacquistato luce!