Scuola di Mudiri

Mudiri è un villaggio molto povero nelle campagne vicino Mulamba a  100km da Bukavu. La gente di li, l’abbiamo conosciuta nel 2016 quando abbe’ Leonard, parroco di Mulamba, ci ha parlato delle condizioni in cui destava la scuola di Mudiri. Abbiamo potuto vedere una scuola grande, composta da 5/6 classi costruita di fango e mattoni con un tetto di lamiera. I muri erano pieni di crepe e tutti storti dovuto all’usura del tempo. Il tetto era tremolante e pericoloso per i bambini, la sensazione è stata che se una folata di vento fosse arrivata con un po’ più di prepotenza il tetto sarebbe crollato, senza togliere il fatto che quella è una zona ad alto rischio sismico. Zuki da quel momento ha iniziato la costruzione di una nuova scuola organizzando raccolte fondi, svolgendo lavori comunitari, campi lavoro e piccoli progetti tutto in favore di ciò. Ad oggi, dopo tre anni, le prime due classi sono state concluse e le altre sono in costruzione.

Isola di Iko

L’isola di Iko si trova nel lago Kivu, un grande lago situato sul confine tra la Repubblica Democratica del Congo e il Rwanda, le cui acque a centinaia di metri di profondità sono ricche di gas. Gli abitanti dell’isola credono che il lago sia abitato da spiriti avversi, per questo lo temono, ma allo stesso tempo rappresenta per loro una preziosa fonte di sostentamento. Le famiglie sono molto povere, le scuole sono fatiscenti, la sanità è assente e i bambini si ammalano frequentemente di malaria. gli ammalati per raggiungere in tempo l’ospedale di Katana, posto sulla terraferma, hanno bisogno di un’ imbarcazione sicura e veloce, ma gli unici mezzi che possiedono sono le barche dei poveri pescatori. poter andare periodicamente a Katana è essenziale anche per mantenere un contatto con la Chiesa locale e per raggiungere un luogo di mercato. conosciuta la situazione delle famiglie di Iko e ascoltate le loro necessità, alcuni anni fa abbiamo promosso, oltre alle adozioni a distanza, un microprogetto incentrato sulla pesca. Siamo riusciti ad acquistare grazie alle generose offerte raccolte in Italia una barca a motore e delle reti per i pescatori. il microprogetto della pesca riesce ad auto-sostenersi dando buoni risultati. Non dimenticheremo mai le emozioni provate durante il viaggio in Congo nell’estate del 2008, in particolare il giorno in cui abbiamo incontrato i bambini di Iko e le loro famiglie sulle rive del lago. Sono arrivati in barca, superando le loro paure, cantando e gesticolando con le mani in segno di saluto. è stata una grande festa, un incontro speciale.

Julien

Julien era lì che ci guardava ad un paio di metri di distanza da noi, aveva una postura molto rispettosa, testa bassa, mani dietro la schiena e due occhioni neri che seguivano ogni nostro movimento.

Ci trovavamo all’ospedale di Walungu, un villaggio nell’entro-terra del Sud-Kivu, per fare esame diagnostici ad un altro bambino, quando abbiamo incontrato Julien per la prima volta.

Senza saper nulla di lui ci sembrava un classico bimbo africano, curioso e attratto dai “musungu” (uomini bianchi). A causa della sua statura e conformazione fisica sembrava avere non più di 9/10 anni.

Tentiamo un approccio e iniziamo a parlare, fin da subito si contraddistingue per il suo francese ben parlato e chiaro.

Faceva tenerezza solo a guardarlo, non c’era più luce nei suoi occhi, aveva uno sguardo spento. Si presenta e ci dice che abitava non lontano da lì, che suo padre era il guardiano dell’ospedale e che aveva 15 anni. Abbiamo pensato che è impossibile, l’età non rispecchiava affatto il suo aspetto fisico e più continuava a parlare più capivamo il motivo per cui ci stava seguendo, abbiamo deciso di approfondire con esame diagnostici il suo stato di salute: Julien è un ragazzo malnutrito, con pancreatite cronica e un diabete di tipo 1, per questi problemi il suo sviluppo fisico si è arrestato.

Ci ha raccontato che faceva terapia insulinica una volta a settimana quando tutto andava bene, che c’erano dei giorni in cui non mangiava per niente e aveva costanti dolori alla pancia, confusione mentale e che non riusciva ad andare a scuola.

Grazie all’Associazione Zuki e a tutti i suoi sostenitori Julien è entrato in un programma di cura creato apposta per lui: grazie alle suore di Walungu mangia tre volte al giorno, segue una dieta adatta alle sue problematiche, ha la possibilità di controllare la glicemia e fare l’insulina ogni volta che ne ha bisogno.

Oggi Julien sta bene, ha ripreso peso, è tornato a scuola e i suoi occhi hanno riacquistato luce!